30) Marcuse. L'importanza dell' ros.
Secondo Marcuse la sessualit ci costringe a collegarci con gli
altri, con la realt. La liberazione della sessualit  in grado
di realizzare un'esperienza di vita priva di repressione. Egli
insiste anche sulla funzione critica e liberatoria della fantasia.
H. Marcuse, Eros e civilt (pagine 365-369).

 Nella sua richiesta eccessiva di una soddisfazione al di l del
principio della realt, la fantasia annulla il principium
individuationis costituito. Qui forse si trovano le radici della
dipendenza della fantasia dall'Eros primario: la sessualit 
l'unica funzione dell'organismo vivente che si estenda al di l
dell'individuo, e che garantisca la sua connessione con la propria
specie. Poich la sessualit  organizzata e regolata dal
principio della realt, la fantasia cerca di far valere i propri
diritti principalmente contro la sessualit normale. (Abbiamo
discusso precedentemente l'affinit di fantasia e perversioni). Ma
l'elemento erotico della fantasia va al di l delle espressioni
perverse. Esso mira a una realt erotica dove gli istinti di
vita troverebbero pace in una realizzazione senza repressione.
Questo  il contenuto pi profondo del processo di fantasia nella
sua opposizione al principio della realt; in virt di questo
contenuto, la fantasia ha una funzione unica nel suo genere nella
dinamica psichica.
Freud riconobbe questa funzione, ma a questo punto la sua
metapsicologia giunge a una svolta fatale. L'immagine di una forma
differente della realt  apparsa come la verit di uno dei
processi psichici fondamentali; quest'immagine comprende l'unit
perduta dell'universale e del particolare, e la soddisfazione
integrale degli istinti di vita in virt della riconciliazione del
principio della realt col principio del piacere. Il suo valore di
verit  accresciuto per il fatto che l'immagine appartiene
all'umanit al di l e al di sopra del principium individuationis.
Secondo Freud per, l'immagine evoca soltanto il passato
substorico della specie (e dell'individuo), precedente ogni
civilt. Poich quest'ultima pu svilupparsi soltanto per mezzo
della distruzione dell'unione substorica di principio del piacere
e principio della realt, l'immagine deve rimanere sepolta
nell'inconscio, e l'immaginazione deve diventare pura fantasia,
giuoco infantile, sogno a occhi aperti. La lunga via della
coscienza che port dall'orda primitiva a forme di civilt sempre
pi alte, non  reversibile. Le conclusioni di Freud escludono la
nozione di uno stato di natura ideale; ma esse ipostatizzano
anche una forma storica specifica di civilt come la natura della
civilt. La teoria non giustifica questa conclusione. Dalla
necessit storica del principio di prestazione e dal suo
perpetuarsi al di l della necessit storica, non risulta affatto
che un'altra forma di civilt sotto un altro principio della
realt sia impossibile. Nella teoria di Freud, la libert della
repressione  un fatto che riguarda l'inconscio, il passato
substorico e perfino subumano, e processi primordiali biologici e
psichici; conseguentemente l'idea di un principio della realt non-
repressivo  un problema di regressione. Che un simile principio
possa diventare esso stesso una realt storica, un motivo di
sviluppo della coscienza, che le immagini della fantasia possano
riferirsi al futuro inconquistato dell'umanit piuttosto che al
suo passato (mal) conquistato - tutto questo era per Freud, nel
migliore dei casi, una simpatica utopia.
Il pericolo di abusare della scoperta dei valori della verit
dell'immaginazione in favore di tendenze regressive, 
esemplificato dall'opera di Carl Jung. Con pi enfasi di Freud
egli ha insistito sulla forza cognitiva dell'immaginazione.
Secondo Jung, la fantasia  indistinguibilmente unita a tutte le
altre funzioni psichiche; essa appare talvolta come la sintesi
primordiale, talvolta come la sintesi pi spinta e pi audace di
tutte le capacit. La fantasia  soprattutto l'attivit creativa
dalla quale fluiscono le risposte a ogni possibile domanda; essa
 la madre di tutte le possibilit, nella quale tutti gli opposti
psichici, ed anche il conflitto tra mondo interno ed esterno, sono
uniti. La fantasia ha formato sempre il ponte tra le esigenze
inconciliabili dell'oggetto e del soggetto, tra l'estroversione e
l'introversione. Il carattere simultaneo di retrospezione e attesa
dell'immaginazione,  formulato in questo modo con chiarezza: essa
non guarda soltanto indietro verso un aureo passato originale, ma
anche avanti verso tutte le possibilit realizzabili anche se
ancora irrealizzate. Ma gi nelle prime opere di Jung l'accento 
messo sulle qualit retrospettive e quindi fantastiche
dell'immaginazione: il pensiero onirico si muove in senso
retrogrado verso la materia grezza della memoria; esso  una
regressione alla percezione originale. Nello sviluppo della
psicologia di Jung, le sue tendenze oscurantistiche e reazionarie
hanno predominato, e hanno eliminato le intuizioni critiche della
metapsicologia di Freud.
Il valore di verit dell'immaginazione non si riferisce soltanto
al passato, ma anche al futuro: le forme di libert e felicit,
che essa invoca, pretendono di liberare la realt storica. Nel suo
rifiuto di accettare come definitive le limitazioni che il
principio della realt impone alla libert e alla felicit, nel
suo rifiuto di dimenticare ci che pu essere, sta la funzione
critica della fantasia.
H. Marcuse, Eros e civilt, Einaudi, Torino, 1964, pagine 158-161.
